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giovedì 6 settembre 2007

Questi professori della voce.info scrivono scemenze sull'indulto

Lo dice Luca Sofri sul suo blog, o meglio in un commento al blog paferrobyday dove si lancia in una requisitoria contro la ricerca pubblicata dai due tecnici del sito gestito da Tito Boeri.Vediamo cosa ci dice la blogstar Sofri: "A me quel pezzo sull’indulto pare pieno di scemenze. Intanto prende come periodo di raddoppio delle rapine quello immediatamente successivo all’entrata in vigore dell’indulto, che ha coinciso con un numero di scarcerazioni assai limitato ed è statisticamente irrilevante. Se guardi il grafico, la curva delle rapine è instabilissima e ha già avuto picchi notevoli senza che ci fosse nessun indulto, e scende rapidamente anche subito dopo quel picco di raddoppio esaltato dall’articolo.". La curva di rapine non ha mai raggiunto il picco che vediamo nel periodo settembre'06 subito dopo l'entrata in vigore dell'indulto, quello è il punto più elevato in assoluto e Sofri può usare l'aggettivo notevole o qualunque altro ma mai l'aggettivo uguale. Sarà pure statisticamente irrilevante ma ci dimostra come subito dopo l'indulto ci sia stato il maggior numero di rapine in banca, certamente anche senza l'indulto ci sarebbero stati recidivi che avrebbero compiuto il reato suddetto ma mai in questa quantità. Il Sofri nel suo blog se la prende con quei truffaldini dei quotidiani e con la Stampa in particolare che titola così: "Dopo l'indulto colpi in banca raddoppiati", ed il blogger titola il suo post: "Dopo l'indulto raddoppiati i titoli scemi dei giornali". Uno strillo è uno strillo e in questo caso si basa su elementi reali che dimostrano che effettivamente in un dato periodo i colpi in banca sono raddoppiati, quindi "Dopo l'indulto colpi in banca raddoppiati" è un ottimo titolo. Il difensore del provvedimento continua il suo sermone: "Poi, mettere in relazione l’uscita dal carcere per indulto con una crescita dei crimini è una stupidaggine a priori. Non è che le persone che escono per indulto delinquano più di quelle che escono per scadenza dei termini (e la differenza è quasi sempre di mesi, o pochissimi anni). In un anno ne sono usciti 26 mila per indulto, ma ancora di più per scadenza dei termini: le rapine le hanno fatte i primi? E perché?". Innanzitutto un provvedimento d'indulto di tre anni non era mai stato fatto, e tre anni sono tanti, e poi i detenuti che escono per scadenza dei termini non escono tutti insieme, quelli per indulto si. Chi doveva scontare da tre anni in giù è uscito immediatamente da maggio-giugno del 2006, capirà Sofri che, in quel periodo, sono stati un bel pò quelli usciti grazie al provvedimento?E che hanno contribuito in modo determinante all'aumento spropositato delle rapine che non era mai arrivato a quei livelli? "Poi(la ricerca ndr) pretende di definire un fallimento il fatto che la popolazione carceraria sia già tornata a 43 mila unità (da 60 mila): bella forza, l’indulto è una misura puntuale, mica diminuisce gli arresti e la loro progressione. Se non ci fosse stato l’indulto oggi sarebbero 69 mila, i detenuti.". Siamo già alla soglia limite, in nemmeno un anno siamo arrivati al numero oltre il quale scatta l'emergenza carceri, non si capisce in questo punto dove sia stata l'utilità dell'indulto se tra qualche anno dovremmo riaffrontare il problema. Il problema delle carceri è un problema grave e va affrontato con serietà e con misure che possano risolverlo, non sembra che questo provvedimento di clemenza ci sia riuscito ed ora abbiamo una bella ricerca fatta con serietà che ce lo dimostra. Le scemenze non sono contenute lì ma altrove.

mercoledì 5 settembre 2007

Eh si l'indulto è servito.......

Analisi oggettivissima(e per questo negativissima) sull'indulto fatta dagli studiosi di lavoce.info. Sottolineiamo soltanto che dal momento del provvedimento di clemenza le rapine in banca sono notevolmente aumentate, i detenuti ci sono costati di più: da 70 mila euro l'anno a 150 mila euro in conseguenza dei crimini commessi mediamente da coloro che usufruiscono dell'indulto e che le carceri si stanno nuovamente sovraffollando: i detenuti erano 60 mila prima,ora sono 43 mila,si è tornati alla soglia della capienza regolamentare.

Il disonore di Erri De Luca

Sul le Monde di ieri Erri de Luca, il prestigioso scrittore, verga un commento di ghiaccio contro la nuova direttiva francese in vigore dal 2002 che si oppone alla vecchia misura garantista degli anni 80(dottrina Mitterand) che evitava l'estradizione degli ex-brigatisti in Italia rendendoli di fatto liberi. Grazie a questa nuova politica è stato estradato Paolo Persichetti ed è in corso la richiesta di estradizione dell'Italia per l'ex brigatista Marina Petrella condannata all'ergastolo in patria al processo Moro-ter. De Luca, già capo del servizio d'ordine di lotta continua negli anni '70, non cita mai il nome della brigatista ma il riferimento a lei è costante quando scrive: "Ad agosto la nuova Francia è stata generosa con i forti(....) ed è stata dura con i deboli che dopo tanto tempo si erano arresi ed avevano trovato asilo."La Petrella è stata condannata nel 2003 all'ergastolo dalla Corte di Cassazione per l'omicidio di un ufficiale dei Carabinieri e del suo autista e per il sequestro di un magistrato, non per diffamazione o calunnia, e nell'80 fuggì insieme al marito Luigi Novelli per continuare a delinquere partecipando alle riunioni delle Brigate.Venne ripresa nel'82 a Roma ma poi riuscì a scappare in Francia perchè quando venne condannata dalla corte d'appello di Roma i termini della custodia cautelare erano spirati. Dunque la Petrella è una criminale che deve scontare la pena comminata ma perchè viene considerata da De luca(e anche da altri) una criminale speciale? Perchè è diversa da qualsiasi marocchino che uccide? Che cosa hanno di diverso gli assassinii spinti da motivi politici dagli altri? Lo scrittore aggiunge anche: "Se la nuova Francia consegna i rifugiati politici all'Italia non li donerà a una giustizia più che tardiva ma a quelli che "si ergono a giudici senza cessare di essere nemici", come ha scritto in un altro contesto il giurista tedesco Carl Schmitt. Essi sono stati condannati sulla base di leggi speciali che indignerebbero la Francia di trent'anni. E' una storia vecchia di trent'anni.Il mio Paese, incapace di chiuderla decretando un'amnistia, continua a perseguitare i vinti". Un'amnistia! Sarà anche una storia vecchia di trent'anni ma quella storia è ancora viva nelle carni e nelle menti di tutti i parenti, conoscenti delle vittime e anche dei gambizzati. Si trattava di una vera emergenza che andava affrontata da leggi speciali(così come si fa con la mafia) e la legge "reale", che prendeva il nome dal ministro di giustizia del tempo, accresceva i poteri e le immunità delle forze di polizia ed al referendum dell'11 giugno 1978, il 76,5 per cento dei votanti dice no all’abrogazione. Nel 1978 vengono istituiti il Gis (Gruppo Intervento Speciale) dei carabinieri e il Nocs (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) della polizia. Nel 1980 viene varata la legge Cossiga(legge n.15 del 6 febbraio) che inasprisce le condanne per chi è riconosciuto colpevole di terrorismo ed estende ulteriormente i poteri della polizia ed anche questa legge verrà sottoposta a referendum il 17 maggio 1981: i no all’abrogazione saranno l’85,1 per cento. Sarebbe ora che i colpevoli affrontassero le proprie responsabilità con onore, il disonore è tutto il loro.