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giovedì 13 settembre 2007

Vuoi passare il test?Bastano trentamila che ce vò!

Già il fatto che esista un meccanismo così ben oliato e sicuramente diffuso in altri atenei, oltre a quello di Bari, preoccupa, poi quest'intervista sulla repubblica di oggi fa stendere a terra. Dalle indagini, che sono partite più di un anno fa, emerge il ruolo di un professore in pensione(Pollice) che tiene lezioni private con il gentile aiuto del figlio. Prepara i rampanti studenti che vogliono superare i test e li massacra dallo studio,orari estenuanti, con dei ritmi che non hanno nulla da invidiare ad Harvard. Questo il corso base, ovviamente c'è anche il corso "premium", tipo sky insomma, dove si paga una fesseria in più(si parla anche di 30.000 ) e hai anche, in diretta sul tuo cellulare, i risultati in anteprima mondiale. Non è che non sono preparati, poveretti, e che alcuni si sono sforzati troppo da non ricordare più niente in sede di esame.Capita, la tensione fa brutti scherzi ma per fortuna la Pollice & co si occupa anche di questo. Non bastasse il pò pò di materiale raccolto dagli investigatori,nell 'intervista di oggi questo giovane barese, che risulta tra gli indagati, minimizza: "solo un aiutino", "non ho fatto niente di male", "questo è il paese dei furbi". Ed è davvero deprimente.

venerdì 7 settembre 2007

Funzionario birbantello

L'università di Bari è riuscita a sospendere un funzionario condannato dalla corte d'appello di peculato e rivelazione di segreto d'ufficio. Ovviamente ricorrerà alla cassazione ma per ora è stato sospeso in base ad una norma del contratto nazionale di categoria che richiama una legge dello stato, la 97 del2002 che prevede la sospensione automatica dei condannati,anche in via non definitiva, di determinati reati, compreso il peculato. Ora la cosa curiosa di tutto ciò e che la storia è venuta fuori perchè un altro funzionario a cui il Nostro aveva passato i risultati di alcuni test,aveva proposto delle "offerte che non si possono rifiutare" (sesso) ad una studentessa, che non era una vera studentessa ma una giornalista di repubblica(Cristina Zagaria che conoscerà una carriera alquanto avventurosa), infida, che, spinta dalla simpatica nomea di quest'ultimo, si era infiltrata nell' ateneo a caccia di notizie(che ha trovato, eh se le ha trovate). Ma come si fa a non riconoscere una giornalista di repubblica?

mercoledì 5 settembre 2007

Prestigio della ricerca americana dovuto ai finanziamenti privati?

Leggenda metropolitana. Così ci dice l'economista Tito Boeri sull'ultimo numero dell'Internazionale:
"Molti pensano che l'eccellenza del sistema di ricerca americano sia dovuta soprattutto al generoso finanziamento dei privati. Ma non è vero: negli Stati Uniti, infatti, la maggior parte dei fondi di ricerca sono pubblici.Nel 2005 le università hanno speso per la ricerca circa 45 miliardi di dollari e il governo federale vi ha contribuito con 29 miliardi, pari al 64% del totale. I finanziamenti provenienti dai privati sono cresciuti negli ultimi vent'anni,ma coprono appena il 5% delle risorse messe a disposizione. Il resto è assicurato dalle università con fondi propri e da organizzazioni non profit. Dal 2000 al 2005,invece,il governo federale ha aumentato i fondi per la ricerca del 66%. Il successo del sistema americano, quindi, deriva da una combinazione di finanziamenti pubblici e dalla particolare attenzione della classe politica, che ha capito l'importanza strategica ed economica della ricerca scientifica. Infatti istituzioni e imprese che fanno ricerca o la sovvenzionano hanno diritto a benefici fiscali generosi. Questa combinazione di fattori, premessa indispensabile per far decollare la ricerca manca quasi del tutto in Italia."
Per saperne di più, quest'articolo tratto da lavoce.info, sito gestito dallo stesso Boeri.